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Scritto da Staff
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Benvenuti sul sito www.touribleo.com che si prefigge come obiettivo quello di farvi vivere e assaporare gli usi, i costumi, l'arte, la cultura e tutte quelle caratteristiche che ha la provincia di Ragusa. Grazie a queste vivrete un viaggio dove vi sembra di sognare, dove le favole si tramutano in realtà, dove iltempo sembra essersi fermato, dove il calore umano vi farà riscoprire una sensazione unica, dove la realtà e i sogni si confondono in un'unica cosa: la provincia di Ragusa. Una provincia con radici storiche e in particolare con radici barocche. Tutte le testimonianze lasciate dagli "antenati", infatti, si possono assaporare e rivivere come un tempo. Una provincia che, oltre a farvi rivivere un viaggio meraviglioso tra l'antico e il moderno, vi farà assaporare tutti i sapori tipici del luogo con i favolosi agrumeti, vigneti, fattorie, ristoranti e agriturismi. Questo sito vi collega al meraviglioso mondo: LA PROVINCIA DI RAGUSA Vai alla guida turistica, clicca qui Touribleo.com ha ricevuto dal network net-parade i seguenti riconoscimenti:
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Acate: La Settimana Santa - Seconda Parte |
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Scritto da Staff
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IL GIOVEDI SANTO
Giorno solenne dedicato a Cristo alla Colonna. Intorno alle 10,30 del mattino suonavano le campane della Chiesa Madre per chiamare a raccolta i fedeli, si celebrava la funzione solenne che portava alla chiusura del Tabernacolo del Sepolcro, allestito ai piedi dell’altare centrale di una delle due navate laterale della Chiesa Madre. Ad un bambino, mi pare di anni 8 o 10, si davano in custodia le chiavi del Tabernacolo. Per 3 giorni le portava appese ad una piccola stola di stoffa ricamata appositamente e di colore bianco. Nel momento in cui il tabernacolo si chiudeva a chiave, suonavano le campane del paese per l’ultima volta e così restavano mute sino al sabato successivo. Il sacrestano, ricordo don Pietro Occhipinti e Vincenzo Carelli detto “trulla la la”, sbatteva la cosiddetta “truoccola”. Era un aggeggio di legno a più facce che sbattevano l’una contro l’altra con un suono sordo. La “truoccula” avvisava l’ora del mezzogiorno, la sera all’AVE Maria e per le funzioni in Chiesa. Si soleva dire che le campane venivano legate “attaccati po’ Signuri a Cruci!”
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Acate: La Settimana Santa. Prima parte: La Quaresima |
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Scritto da Staff
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Questo racconto se da un lato rinverdisce nella mente degli anziani la tradizione della Settimana Santa, dall’altro vuole fare conoscere ai giovani un rito non solo religioso, ma anche popolare del paese. Un rito che si ripete ogni anno secondo una tradizione ricca di eventi e di manifestazioni. Oggi molti aspetti salienti delle manifestazioni sono cambiati, ma restano ancora gli stessi sentimenti, gli stessi valori culturali e di fede tramandati da secoli di storia cittadina, vanto e orgoglio di Acate. Una Tradizione che è vera cultura di una Comunità Cristiana e custode dei valori umani contenuti nelle storie della Settimana Santa.
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Federalismo e Questione Meridionale. Un Problema di Antica data |
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Scritto da Staff
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In questi giorni è ritornato alla ribalta il dibattito sul Federalismo. Il Parlamento se ne sta occupando e presto la legge andrà in aula per l’approvazione. Le posizioni tra Maggioranza e Opposizione sono diverse, ma lo sono anche tra i Partiti del Centro Destra: AN e Lega del Nord, ancor meno tra FI e Leghisti. Per il Sud il Federalismo è strettamente legato alla questione Meridionale, una storia antica che si ripropone come nel passato. Il Nord vuole accelerare i tempi per una legge di Federalismo puro slegato dai problemi del Meridione, mentre il Sud aspirerebbe ad una legge che gli consenta di entrare alla pari nel nuovo Stato Federale. Infatti ci troviamo davanti a due progetti: quello della Lega per un Federalismo senza l’ ingerenza Statale e quello di altri Partiti per un Federalismo meno decentrato e più spostato verso la centralità dello Stato. Il primo si ferma ad una autonomia Fiscale, il secondo chiede una centralità dello Stato meno assistenziale e più aperta alle autonomie, ma attenta alle necessità delle Regioni meno sviluppate.
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ACATE - San Giuseppe, "U Patriarca" |
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Scritto da Staff
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 La devozione per San Giuseppe è ancora molto diffusa ad Acate, ma anche nelle zone limitrofe. Questa festa coincide con la festa del papà e con l'equinozio di primavera, ogni 19 Marzo. In molte abitazioni, chi ha ottenuto una grazia o spera nella intercessione del Santo, usa preparare il "Pranzo Santo", allestendo cosiddetti "altari", dove viene offerta alla Sacra famiglia, impersonata, secondo le usanze, da tre persone scelte tra le famiglie bisognose del paese. Bensì, San Giuseppe, oltre ad essere il protettore degli orfani e delle ragazze nubili, protegge soprattutto i poveri. Il "Pranzo Sacro", o banchetto, dialettalmente "avutaru" o "patriarca", veniva anticamente preparato fuori dalle case, nei cortili e nelle piazze del paese; oggi invece viene allestito dentro le case.
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Nino Bixio a Niscemi e Vittoria passando da Acate nei giorni 20, 21 e 23 luglio 1860 |
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Scritto da Staff
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 Questo è un racconto scritto sulle notizie attinte dal libro di Angelo Marsiano. In questa pubblicazione abbiamo la descrizione dei fatti e dei personaggi relativi ai moti del 1848 e allo sbarco dei mille nel 1860. Apprendiamo notizie non scritte nei comuni libri di Storia Risorgimentale ed anche ignorate dagli storici, causando un grave danno per la conoscenza completa del Risorgimento Siciliano. Sono avvenimenti del nostro territorio, motivo per cui ho voluto scrivere gli stessi fatti. Dopo secoli è giusto che si debba iniziare a dare maggiore conoscenza e risalto ad eventi, eroi e fatti del Risorgimento Siciliano e del nostro territorio. Sta di fatto che pochi sanno della presenza di Nino Bixio a Niscemi, Caltagirone e Vittoria, addirittura nessuno o rarissime persone del passaggio delle truppe Garibaldine da Biscari. Sono fatti che appartengono fortemente alla nostra Storia, da non lasciarli nell’oscurità per colpa di una mancata e approfondita ricerca degli storici che hanno scritto il nostro Risorgimento. Spesso, nei testi scolastici e in qualche rivista, leggiamo che il Risorgimento fu tutto rose e fiori e con gloria per tanti personaggi, molto meno per i Patrioti Siciliani e per il popolo della Sicilia. Quel Popolo che diede un grande e decisivo contributo al successo di Garibaldi nella nostra Isola e alla causa dell’Unità d’Italia.
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TOMMASO MASARACCHIO - Un Eroe Siciliano Ignorato dagli Storici del Risorgimento |
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Scritto da Staff
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Questo racconto rende omaggio a Tommaso Masaracchio dei Castriota, fratello del mio tris nonno Gioacchino. Gli storici lo hanno ignorato, ma la storia non lo ha fatto. Infatti molti documenti e pubblicazioni del Risorgimento Siciliano gli rendono onore e giustizia. Fu un patriota di primissimo piano tra i rivoluzionari del 1848, addirittura a Palermo capeggiò l’insurrezione contro i militari Borbonici. Dai racconti di mio padre apprendevo tante notizie sulla storia e le origini della famiglia, ma mai o rarissime volte sullo zio Tommaso. Eppure ebbe un ruolo di primissimo piano nel 1848. Si distinse con Francesco Crispi, Pasquale Calvi, Ruggero Settimo, Giuseppe La Farina, Giuseppe La Masa, Rosolino Pilo e tanti altri Siciliani, combattendo con spirito eroico e patriottico per la libertà della Sicilia. Ho avuto, molte notizie sulla sua azione rivoluzionaria, dal libro di Angelo Marsiano pubblicato nel 1982. Finalmente il volume, dopo più di un secolo di ingiustificato silenzio, evidenzia l’impegno di Tommaso Masaracchio nell’azione risorgimentale dal 1848 al 1860. Nel 1970 a Gela il Prof. Giuseppe Blanco, mio collega presso una Scuola Media locale, mi parlava tanto della famiglia Masaracchio e soprattutto delle gesta di Tommaso, personaggio che gli storici hanno ignorato. Il collega Blanco era un grande estimatore e studioso della famiglia, in particolare di Tommaso Masaracchio, del quale sapeva tutto. Mi raccontava delle sue imprese, dell’ amicizia che lo legava a Crispi e del suo impegno nella prima campagna elettorale del 1860 a favore dell’amico. Mi regalò una pubblicazione del discorso tenuto da Tommaso a Niscemi in occasione di quella campagna elettorale. Tutte notizie che successivamente furono arricchite dal libro “Niscemi nel Risorgimento e l’azione di Tommaso Masaracchio” di Angelo Marsiano.
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